Negli ospedali le pareti interne si realizzano in due modi principali: in cartongesso, cioè lastre di gesso rivestito montate su un'orditura metallica e rifinite in cantiere, oppure con pareti modulari prefinite, prodotte in stabilimento e montate a secco. Entrambe le soluzioni hanno un posto nella sanità. La scelta dipende dall'ambiente, dagli impianti che la parete deve ospitare e dal fatto che l'ospedale resti o meno in funzione durante i lavori.
Che cos'è una parete in cartongesso e come si costruisce?
Una parete in cartongesso è formata da lastre di gesso rivestito fissate su montanti metallici, con l'eventuale isolante nell'intercapedine. In cantiere si montano l'orditura e le lastre, poi si stuccano e si carteggiano i giunti e infine si applica la finitura: pittura, rivestimenti vinilici o altri materiali.
Il cartongesso è economico, diffuso e flessibile in fase di costruzione. Il suo limite in ospedale è che la qualità finale dipende in larga parte dall'esecuzione in cantiere, e che ogni modifica successiva richiede di tagliare, ripristinare e rifinire di nuovo la parete.
Che cos'è una parete modulare prefinita?
Una parete modulare prefinita è un sistema di pannelli e telai prodotto in stabilimento, già completo di finitura superficiale e di predisposizioni per gli impianti. In cantiere i moduli si fissano meccanicamente, senza lavorazioni a umido.
Nei sistemi pensati per la sanità i pannelli formano superfici continue e igienizzabili, ospitano prese dei gas medicali, prese elettriche, quadri di comando, monitor e armadi a incasso, e si possono aprire per raggiungere gli impianti senza demolire nulla.
Quali sono le differenze principali?
| Criterio | Cartongesso | Parete modulare prefinita |
|---|---|---|
| Dove si realizza la finitura | In cantiere, a umido | In stabilimento |
| Qualità finale | Dipende dalla manodopera in cantiere | Verificata in fabbrica prima della spedizione |
| Polvere in cantiere | Stuccature e carteggiature producono polvere fine | Montaggio a secco, polvere ridotta |
| Giunti e superfici | Giunti stuccati e sigillati sul posto | Superfici continue, giunti progettati |
| Integrazione impianti | Tracce e aperture eseguite in opera | Predisposizioni previste nel progetto e realizzate in stabilimento |
| Accesso agli impianti | Si taglia e si ripristina la parete | Si apre il pannello e si richiude |
| Resistenza agli urti | Richiede protezioni aggiuntive nelle zone esposte | Dipende dal rivestimento scelto in progetto |
| Modifiche future | Demolizione e ricostruzione | Smontaggio e riposizionamento dei moduli |
| Costo iniziale | Più basso | Più alto |
Perché l'igiene favorisce le pareti prefinite negli ambienti critici?
In una sala operatoria o in una terapia intensiva le superfici devono essere lisce, non porose e resistenti ai disinfettanti usati ogni giorno. Una finitura realizzata in fabbrica, in condizioni controllate, è più uniforme di una finitura applicata in cantiere.
Conta anche come sono fatti i giunti. Nel cartongesso i giunti fra le lastre vengono stuccati e possono fessurarsi con il tempo e con gli urti; nelle pareti modulari i giunti sono parte del progetto del sistema e si possono ispezionare e sostituire.
Che cosa cambia quando l'ospedale resta in funzione?
La differenza più evidente fra cartongesso e pareti modulari emerge nei cantieri dentro ospedali attivi. Stuccare e carteggiare il cartongesso produce polvere fine, che va contenuta con barriere e filtrazioni per proteggere i pazienti dei reparti vicini.
Una parete modulare prefinita arriva in cantiere già finita e si monta a secco, quindi riduce polvere, rumore e durata dei lavori. Lo stesso vale negli anni successivi: per manutenere un impianto si apre un pannello, invece di tagliare una parete in un reparto in esercizio.
Quando scegliere il cartongesso e quando la parete modulare?
Cartongesso e pareti modulari non si escludono: molti ospedali usano entrambi, ciascuno dove rende di più.
- Pareti modulari prefinite: sale operatorie, terapie intensive, ambienti a contaminazione controllata, stanze di isolamento, ambienti radiologici con schermature, e in generale le aree con molti impianti integrati o soggette a modifiche frequenti.
- Cartongesso: uffici, locali di servizio, depositi e aree amministrative, dove i requisiti di igiene e di accesso agli impianti sono meno stringenti e il costo iniziale pesa di più.
Il confronto economico va fatto sull'intera vita della struttura e non solo sul prezzo di fornitura: tempi di cantiere, giorni di fermo di un reparto, interventi di manutenzione e futuri cambi di layout sono costi reali, e sono le voci in cui il sistema modulare restituisce valore.
Come lavora ADAM sulle pareti ospedaliere?
ADAM S.r.l. produce sistemi di partizione dal 1990 e dal 2006 sviluppa il sistema SALUS, la linea dedicata agli ambienti sanitari: pannelli prefiniti con superfici continue e igienizzabili, ispezionabili per la manutenzione impiantistica, adatti a sale operatorie e ambienti a contaminazione controllata. La gamma ADAM comprende pareti solide, vetrate, metalliche e con tecnologie integrate.
Le pareti SALUS fanno parte di un sistema più ampio, proposto dalla divisione ADAM Health: porte medicali, controsoffitti tecnici, armadi a incasso, passbox, schermature contro i raggi X e integrazione in parete di monitor e postazioni PACS. Le pareti SALUS sono progettate e prodotte nello stabilimento di Bernate Ticino, in provincia di Milano, come descritto nella pagina Produzione.
Chi sta progettando un blocco operatorio può leggere anche la guida alle sale operatorie modulari e l'approfondimento su come si produce una parete modulare. Per un confronto sul proprio progetto è possibile contattare il team ADAM.
